Iraq e Siria vittime dell' imperialismo

Iraq e Siria, due centri storici della civiltà araba
che il mondo occidentale capitalista non sopporta.
Isolamento, distruzione, massacri.
Le donne e le nuove generazioni sono i principali obiettivi
per stroncare ogni possibilità di rinascita di un popolo,
per fiaccare qualsiasi resistenza civile alla barbarie
del capitalismo e dei suoi tiranni.
E ad ogni massacro si scarica la colpa sul governo locale
tacendo e facendo tacere sulle pressioni esterne
per giungere alla moltiplicazione delle stragi.
In Iraq come in Siria l' obiettivo è il petrolio
estratto e trasportato da oriente a occidente.
In Iraq come in Siria i diritti umani non contano,
sono solo parole in una trattativa commerciale.
E le persone che fuggono da quei massacri
non trovano rifugio in occidente
ma ulteriori vessazioni e violenze,
deportazioni e reclusioni, botte e psicofarmaci.
La intellettuale irachena Zaineb Hassan Auda
che aveva scritto in Iraq contro la dittatura
ed aveva dipinto in Iraq e in Italia contro la guerra
stata avvelenata con gli psicofarmaci in Italia
fino alla morte per coma diabetico.
È morta a soli 45 anni per aver usato la sua penna
e i suoi pennelli contro dittatura e guerra,
contro la violenza sulle donne.
In Iraq un governo fantoccio rappresenta gli interessi delle multinazionali,
come era stato per Saddam Hussein,
aiutato nel suo colpo di stato dalla Francia
e in Siria le multinazionali del petrolio
dirigono i governi occidentali affinché
sostituiscano il dittatore Assad con un fantoccio più servile
che lasci scorrere il petrolio verso i depositi delle multinazionali.
E intanto in Siria come in Iraq donne, bambini, esseri umani
che avrebbero il diritto di arricchirsi con lo sfruttamento
delle risorse del proprio paese,
muoiono dilaniati da ogni genere di bombe,
ogni giorno, nella indifferenza dei mass media.

Marco Sbandi - 1 gennaio 2014

Zaineb Hassan Auda
arte contro la guerra nelle opere di Zaineb Hassan Auda
arte contro violenza su donne in opere Zaineb Hassan Auda
immagini di vittime del massacro siriano, dal diario di Asmae Dachan

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