Israele e Palestina : quali prospettive ( 4 ottobre 2009 )

Oggi la occupazione israeliana dei Territori Occupati
è tale da rendere la loro indipendenza
tanto effimera quanto quella dei bantustan
creati dai governi bianchi e razzisti del Sud Africa.
In altre parole il territorio della Cisgiordania, o West Bank
è stato trasformato dalla invasione israeliana
in tante enclaves dello stato di Israele.
La continua demolizione di case di palestinesi
e di alberi e pozzi e infrastrutture
finalizzata alla estensione delle colonie o insediamenti ebraici
rendono i villaggi palestinesi delle isole nel territorio della West Bank.
Le violazioni dei diritti umani da parte delle forze armate israeliane
ma anche dei coloni israeliani con il sostanziale appoggio dell' esercito
fanno si che i palestinesi vivano continuamente braccati
al punto da non potersi recare in ospedale per qualsiasi cura.
La situazione a Gaza dopo anni di assedio israeliano ,
e poi il massacro compiuto dalle forze armate israeliane
con l' operazione Piombo Fuso
e di nuovo il blocco dei soccorsi e degli aiuti
è tale da rendere del tutto assurda la sua indipendenza.
Il piano della leadership israeliana è dichiaratamente quello
di espellere i palestinesi sia dal territorio israeliano
che dalla Cisgiordania e forse anche da Gaza
il cui mare è inaccessibile ai pescatori palestinesi.
In queste condizioni l' unica soluzione
per una composizione politica dei rapporti israelo-palestinesi
deve essere quella di un unico stato bi-nazionale
che riconosca piena dignità
sia alla identità ebraica
che a quella palestinese
e crei istituzioni a doppia guida :
( per esempio )
- un parlamento composto da due camere
una su base etnica ed una su base politica
- dei ministeri e delle forze armate
che abbiano a rotazione un capo ebreo ed un vice palestinese e viceversa
- delle istituzione scolastiche, universitarie e culturali
che riconoscano pari dignità
alle due culture e alle due lingue
- una amministrazione delle risorse idriche a guida comune
In ogni parte del territorio di stato bi-nazionale
dovrebbe essere consentito il ritorno ai palestinesi della diaspora
ed agli ebrei che dimostrino di avervi delle radici.
Solo il governo e la amministrazione congiunta
delle risorse idriche, agricole, culturali, industriali
ed una politica demografica e urbanistica
che non tenda a far prevalere una delle due comunità
può trasformare il boom edilizio coloniale in una risorsa per tutti.
Oggi questa ipotesi sembra realistica quanto quella dei due stati
eppure proprio la occupazione crescente da parte di Israele
di tutto il territorio compreso tra Libano, Siria, Giordania, Egitto e Mediterraneo
può renderla più praticabile dell' altra.
Le due ipotesi hanno sostenitori diversi e a volte opposti :
ci sono ebrei che vogliono i due stati per rispettare i diritti dei palestinesi
ebrei che sostengono la creazione di uno stato unico per superare il conflitto
ma anche ebrei che sostengono lo stato unico per esppellere i palestinesi
e partiti europei vicini ai palestinesi che preferiscono i due stati.
Purtroppo il parlamento israeliano
indipendentemente dalla sua composizione partitica
continua a votare misure di persecuzione dei palestinesi
e misure che portano una miseria crescente
sia tra i palestinesi che tra gli ebrei israeliani
pure colpiti da discriminazioni razziste per una origine non europea.
Dal mondo non viene alcuna pressione sui governi israeliani
e il sostegno cieco di troppe comunità ebraiche ufficiali
ad ogni atto dei governi e delle forze armate di Israele
alimentano sentimenti di antisemitismo
che non aiutano i palestinesi
ma rafforzano la desta xenofoba europea, americana e araba
Un ruolo positivo importante può essere svolto
da organizzazioni ebraiche come la Rete degli Ebrei contro l' Occupazione
e dalle comunità ebraiche dei paesi asiaticii e africani
spesso pure vittime del razzismo israeliano di origine europea.
Prima che il terrorismo ebraico della banda Stern ed altre
contrapponesse ebrei e palestinesi
il partito comunista locale vedeva la partecipazione di ebrei e palestinesi
e la letteratura sia ebraica che palestinese
narrava di vite tranquille e visite amichevoli tra vicini
di un clima sereno possibile e reale.

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