3 caduti al giorno

Non è il bollettino delle cosiddette missioni di pace
nel corso delle quali i mercenari italiani partecipano a massacri di civili
nell' interesse delle multinazionali capitaliste.
Non è quindi il numero di morti italiani in Afghanistan,
sui quali i governi italiani fingono di piangere al cospetto delle bare.
3 caduti al giorno, è il numero di persone morte sul lavoro,
senza ricevere alcun compenso supplementare per il rischio,
come avviene per i volontari che vanno in Afghanistan,
e spesso senza neanche un contratto di lavoro,
senza nemmeno aver percepito uno stipendio già ridotto.
3 cadute al giorno è il numero di persone
che muoiono mentre lavorano
perché il padrone ha risparmiato sulla sicurezza
nei cantieri edili, nei cantieri navali, nelle fabbriche, ferrovie, etc
con il plauso del ministro Tremonti
che istigandoli a delinquere ha affermato :
< le leggi per la sicurezza sul lavoro sono un lusso
che l' Italia non si può permettere. >
Non è un caso che il PDL considera la magistratura
un pericoloso nemico da abbattere in ogni modo :
dalla criminalizzazione diretta,
al taglio dei fondi per la giustizia,
alla depenalizzazione dei reati
ed allo accorciamento dei tempi di prescrizione,
al sostegno legale delle organizzazioni criminali
tramite criminalizzazione della immigrazione
e della opposizione politica e sociale,
e smantellamento dello apparato produttivo nazionale.
Non è un caso che così come tutti i governi
hanno finanziato le missioni di guerra
così tutti i governi hanno attaccato lo statuto dei lavoratori.
Il capitalismo offre ai giovani di :
- morire sul lavoro
- morire in guerra
- morire di miseria materiale e culturale
- morire mentre manifesta per i propri diritti.
La parola d' ordine di tutti i governi italiani,
a maggioranza PDL o PD
è la difesa dei diritti dell' impresa,
e i sindacati compiacenti si fanno in quattro
per convincere i lavoratori a fare sacrifici
per difendere gli interessi della cosiddetta " azienda Italia "
salvo fingere di scoprire che quella azienda Italia non esiste
perché in qualsiasi momento
il padrone può fuggire all' estero
con i miliardi ricevuti a fondo perduto dalle casse dello stato
e dunque dai suoi stessi dipendenti in Italia.
Quindi chi non vuole morire sul lavoro né di miseria,
causata dalla chiusura delle fabbriche e dei luoghi di lavoro,
può scegliere di morire in guerra all' estero,
o di arruolarsi nelle organizzazioni mafiose,
e di farsi " caporale " al servizio del padrone " ,
di partecipare cioè alla repressione delle vittime,
ancora una volta strumento a costo zero nel capitalismo.
Non è un caso che il premier e i suoi ministri
esprimano solidarietà al dittatore egiziano
o a quello albanese e quello russo e turco,
condividendo l' uso della repressione militare
contro l' opposizione politica e sociale
così come la giusta paura di perdere il potere.
Fra i tre caduti al giorno sul fronte italiani non ci sono soltanto italiani
ma anche persone provenienti da altri paesi d' europa,
d' africa, asia e america
così come ci sono altri caduti sul lavoro nel mondo
perché la lotta di classe non è una invenzione comunista
per alimentare guerre civili, come sostengono i servi del capitalismo,
ma l' azione costante e armata dei padroni
contro le lavoratrici ed i lavoratori dovunque vi siano imprese e dipendenti.
Per questo non basta la lotta in un solo paese,
la cui indipendenza dal capitalismo avrebbe le ore contate
ma occorre la lotta contemporanea in tutto il mondo
per abbattere il sistema capitalistico.

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