Marocco : lezioni di civiltà / 2a parte
di Marco Sbandi , Napoli, 10 settembre 2011

La propaganda sionista sostiene che non sia naturale per gli ebrei
vivere in paesi a maggioranza araba e musulmana
e che gli ebrei che vivono in quei paesi devono trasferirsi in Israele.
Con questo pretesto il governo israeliano offre l' immigrazione
a condizioni apparentemente vantaggiose come
facilitazioni nell' ottenere alloggio e sconti fiscali
ma queste facilitazioni nascondono una trappola :
gli eventuali immigrati sarebbero destinati alle colonie
ovvero agli insediamenti coloniali israeliani in territorio palestinese.
Ebrei che hanno vissuto una vita a fianco di musulmani
condividendo storia, e molte usanze e festività in pace
sarebbero costretti a combattere da un giorno all' altro contro i palestinesi.
L' obiettivo è duplice :
avere sempre nuove reclute da mandare a combattere
per usare le armi che Israele deve acquistare dagli USA
con i fondi che gli USA sostengono di inviare come aiuti
e cancellare una esperienza di convivenza pacifica tra ebrei e arabi
e tra ebrei e musulmani in paesi a maggioranza musulmana
come il Marocco, la Tunisia, l' Egitto
Questa esperienza è cominciata in Marocco
con l' arrivo stesso degli arabi nel 670 dc circa
e si è protratta fino ad oggi con la sola parentesi
della dinastia Almohade, la più intransigente
nell' applicare l' Islam e
nel combattere usi, costumi e corte della dinastia precedente.
Le comunità ebraiche si sono sviluppate
numericamente, culturalmente ed economicamente in Marocco
a partire dalla distruzione del primo templio
sia nella pianura che al di là dell' Atlante
ed hanno contribuito anche alla nascita e fioritura
del califfato di Andalucia con la sua cultura alla avanguardia europea.
L' esperienza della convivenza pacifica tra arabi, ebrei e cristiani
nella Andalusia fu troncata violentemente dalla Reconquista cristiana
che con l' Inquisizione istituzionalizzò la persecuzione antiebraica
e la continuò fino alla fine del 1800.
Parte integrante di questa operazione di persecuzione
fu la distruzione di ben 400.000 volumi della biblioteca di Cordoba,
volumi provenienti anche dal Marocco, da Timbuktu,
e probabilmente dal medio oriente e dall' Afghanistan
visto che i califfi importavano libri dalle diverse corti
ed anche le traduzioni da opere greche erano frequenti.
La propaganda statunitense sionista vuole cancellare quindi
la storia di convivenza pacifica e proficua tra ebrei, arabi e berberi
durata due milllenni in Marocco e dei secoli in Andalusia.
Ne ha bisogno per alimentare lo scontro in medio oriente,
per vendere armi e usarle contro popolazioni civili inermi.
Necessaria alla propaganda bellica è anche
la strumentalizzazione della paura ebraica di un nuovo genocidio,
paura generata da secoli di persecuzione cristiana in europa
e ovunque le armate coloniali europee giungessero
e culminata con la Shoah (ma continuata con le dittature sudamericane).
La psicosi della aggressione di massa araba
viene continuamente alimentata continuamente negli USA e in Israele
e sostenuta in Europa dalla identificazione falsa
tra antisionismo e antisemitismo.
La strategia del terrore e della tensione
è la politica costante degli USA
all' interno (11 setttembre 2001) come all' esterno
come dimostrano i decenni di attentati in Europa
(Italia, Spagna, Gran Bretagna)
commessi da servizi segreti e gruppi ad essi legati
e stragi compiute in tutti i paesi già controllati :
Indonesia, India, Pakistan, Iraq, Turchia, Israele,
Somalia, Egitto, Mauritania, Marocco.
L' obiettivo è convincere la popolazione
a rinunciare a qualsiasi diritto in nome della sicurezza
e quindi alla delega ad un regime dittatoriale.
In molti paesi inoltre si verifica uno scontro tra colonizzatori :
USA contro Francia e Cina è il caso pi` diffuso.
In Marocco gli interessi sono molteplici :
sfruttamento dei fosfati (i pi` grandi giacimenti al mondo)
con presenza interessante di uranio ,
della pesca atlantica, della emigrazione, etc .
Lo scontro tra interessi USA e francesi si evidenzia
per esempio anche nelle commesse di armi ,
e nei piani di sviluppo delle infrastrutture
(ferrovie, telecominicazioni, stampa etc)
oltre che nelle minacce di destabilizzazione
(USA che cercano la minaccia islamica
e Francia che cerca la divisione etnica puntando sugli Amazigh).
La colonizzazione del Marocco da parte francese
è già costata ai suoi esordi
una grave crisi economica
che ridusse in miseria la maggioranza degli artigiani
in buona parte ebrei, e li spinse anche con la propaganda sionista
alla emigrazione massiccia verso Israele.
Quegli emigrati partirono spesso privi di documenti
e si ritrovarono in Israele trattati come cittadini di serie b e falsi ebrei.
Gli ebrei che rimasero in Marocco
si impegnarono nella costruzione di una società pluralista
e per molti socialista
anche a costo di arresti e torture e morte.
Oggi come ieri la propaganda sionista
vuole svuotare il Marocco di ebrei
e delegittimare le diaspore come le rivolte giovanili.
L' obiettivo non è proteggere la comunità ebraica
né di combattere il terrorismo islamico
ma di combattere ogni aspirazione della società
alla giusta divisione delle risorse
ed alla libertà di espressione.
Generazioni di marocchine e marocchini giunti in Europa
vengono spinti dalla propaganda razzista dei governi
a rinnegare le proprie radici e la propria cultura
in cambio di una pietosa e falsa integrazione
ma non di lavoro ed abitazioni degne di questo nome.
E nuovi accordi coloniali si siglano sulla pelle degli emigranti
per far si che paghino in anticipo il loro viaggio infernale
e siano costretti al ritorno perche espulsi o uccisi durante il viaggio.
E così il capitale investito
dalle famiglie marocchine in anni di sacrifici
si trasferisce nelle casse dei grandi gruppi capitalisti
attraverso la colonizzazione ufficiale
o il pizzo preteso dalle organizzazioni criminali
alla partenza come all' arrivo.
Se dei cittadini francesi o americani fossero trattati
come vengono trattate le persone immigrate in Italia ed Europa
ci sarebbe una invasione dell' Italia
da parte delle truppe africane e/o arabe con l' avallo ONU.
Eppure un movimento di protesta è sorto
contro la miseria causata dal colonialismo,
eppure la comunità ebraica ha condannato
la strage di Gaza compiuta da Israele
con l'operazione Piombo Fuso nel 2009 ,
eppure molti ebrei marocchini emigrati in Israele hanno rivolto un appello
alle generazioni di maghrebini in rivolta
in quanto vittime della logica di scontro tra ebrei e arabi
voluta dalla propaganda imperialista USA e sionista,
eppure una azione comune è stata avviata
in Israele da movimenti sociali ebrei e palestinesi.
Il Marocco è un paese di antichissima civiltà
e continua a dimostrarlo nonostante l' oppressione
capitalista e coloniale.

Fonti :
- newsletters Harissa
- "Gli aiuti di Washington importanti ma non fondamentali"
di Aviram Levy in Pagine Ebrache n 8 agosto 2011
- "Quanto ci costano gli insediamenti" di Aviram Levy
in Pagine Ebraiche n 6 - giugno 2011
- "Juifs du Maroc ou .... extraterrestres ?" di Simon Levy
Fondation Patrimoin Culturel Judeo-Marocain
- "Plus que 5.000 juifs au Maroc contre 300.000 en 1948"
intervista al Segretario Generale della Fondation Patrimoin Culturel Judeo-Marocain
Simon Levy - 15 mai 2007 - bladi.net
- "2000 ans de vie juive au Maroc" di Haïm Zafrani, Eddif Maroc
- "Asi vivieron en Al Andalus" Jesus Greus ediciones Anaya
- "La medecine au temps des Califes" Editions Institut du Monde Arabe
- " Arrêts sur sites, le patrimoine culturel marocain "
Cambazard Amahan Catherine et Ali Amahan , editions Le Fennec
- "Les juifs d' Espagne, histoire d' une diaspora 1492-1992"
Editions Liana Levy
- "fosfati" wikipedia
- "Juifs d' Europe depuis 1945"
Bernard Wasserstein , Calmann - Lévy editeur
- "POURQUOI PLUS DE 800 000 ISRAELIENS
SURTOUT D' ORIGINE MAROCAINE
N' ONT-IL JAMAIS FÊTÉ LEUR ANNIVERSAIRE ?"
Article | jeu, 02/06/2011 - 06:21
Source:http://www.un-echo-israel.net/800-000-Israeliens-sans-date-de
Copyright Dafina.net 2000-2011
- le Conseil des communautés israélites du Maroc,
a émis un communiqué officiel condamnant
l' intervention militaire de Tsahal à Gaza - francepresse
- ĮLes juifs arabes doivent oser ouvrir le dialogueČ di Andrés Allemand Article | dim, 15/05/2011 - 18:38 dafina.net
Dans une lettre ouverte, de jeunes Israéliens
tendent la main à la nouvelle génération du Printemps arabe
- "Ripartire dai movimenti sociali in Israele e Palestina"
http://www.nena-news.com/?p=12559 in http://rete-eco.it

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