Arte contro la guerra e la dittatura opere di Zaineb Hassan Auda

Zaineb Hassan Auda si laurea in arte e giornalismo a Baghdad,
la sua città natale e diventa una artista di spicco
per i suoi articoli ed i suoi quadri contro la guerra e la dittatura.
Nelle sue opere ricorre spesso un corpo di donna senza testa,
simbolo della concezione maschilista dei guerrafondai e dei militari,
e dello stupro etnico come azione pianificata per sottomettere un popolo,
ma anche simbolo delle sofferenze fisiche e psicologiche delle donne
sotto le dittature ed anche nella quotidiana vita lavorativa.
Un cuore trafitto da una freccia e sanguinante
rappresenta la sistematica ricerca del potere
di togliere ogni speranza alle vittime in guerra e dittatura,
la volontà di annientare sentimenti di solidarietà
di pietà , di sdegno per i crimini commessi dal potere.
Sono evidenti anche i segni dei giorni vuoti incisi dai prigionieri sulle mura delle celle.
Segni dei giorni passati in attesa del ritorno alla libertà
o della fine della tortura e della liberazione dallo incubo della morte.
Quei segni sono anche il simbolo del tempo
che il potere si dà per annientare psicologicamente
chiunque si opponga alle sue menzogne e ai suoi ricatti.
Zaineb Hassan Auda ha subito in Italia un trattamento simile :
per avere un tetto è stata costretta ad accettare
una stanza in una casa per persone con debolezza mentale
e per avere quella stanza è stata costretta ad assumere
degli psicofarmaci che le toglievano ore e ore di vita e coscienza
e che hanno corroso il suo organismo con la ascesa letale della glicemia.
Zaineb Hassan Auda era una artista e giornalista ribelle
che nei suoi quadri contro guerra e dittatura ha anche inserito sempre
altri tre simboli : quello dello infinito e di una freccia continua
per ricordare ai dittatori che neanche il più potente e feroce di loro
prima o poi verrà deposto, anche al prezzo della vita;
e quello di un quadrato con lacrime di coccodrillo
che ricorda le menzogne della propaganda nazionale e internazionale.
Zaineb Hassan Auda ha continuato a dipingere
finché il suo organismo è riuscito a resistere
al veleno iniettatole dagli psicofarmaci.
Dal gennaio 2013 era stata liberata dalla sua cella
dalla persona che la ama,
e ad ottobre avrebbe potuto liberarsi dagli psicofarmaci,
ed iniziare una nuova mostra di sue opere
ed una lunga programmazione internazionale.
Purtroppo il 9 settembre invece cadeva in coma diabetico
e dopo aver contratto in reparto di rianimazione la sepsi,
che ha ulteriormente indebolito il suo organismo,
il 18 settembre il suo cuore ha cessato di battere.
Sopravvissuta alle bombe su Baghdad e alla dittatura in Iraq
è stata uccisa dai servi dei padrini di Saddam Hussein.
La psichiatria usata come arma per annientare carattere e personalità
per domare la ragione e la vitalità creativa della artista
non ha sconfitto la sua mente ma ha distrutto il suo corpo.
Qui sono mostrate alcune delle sue opere pittoriche contro la guerra

Mura 1 - di Zaineb Hassan Auda
Prigioniero Politico - di Zaineb Hassan Auda
Soldati - di Zaineb Hassan Auda
Caduti - di Zaineb Hassan Auda

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