Il capitalismo oggi ha bisogno di restaurare un rapporto semischiavistico
con la manodopera come esisteva al tempo della prima rivoluzione industriale
(con le lavoratrici e lavoratori di ogni et&agrae; stivati in edifici-stalla
il più vicino possibile agli insediamenti industriali)
per cui per esempio ricatta le persone e comunità immigrate
ponendole di fronte alla alternativa tra sfruttamento ed espulsione
e la classe lavoratrice italiana con lo spettro della concorrenza
a costo 1 degli immigrati,
ma ha bisogno anche di capri espiatorii contro i quali dirigere la rabbia
del proletariato e della classe operaia sottoposte a pesanti pressioni
ed ad un livello di miseria pari a quello del primo dopoguerra.
In questa ottica vanno lette le crociate anti-lgbtqi
lanciate sia dal vaticano (uno degli agenti piť potenti del capitalismo)
che dalla destra in generale (PD e IDV incluse)
ma anche le crociate antiebraiche lanciate dal Vaticano
non per difendere i palestinesi
ma per giustificare la pluri-millenaria persecuzione
cominciata con l' ascesa al potere
degli imperatori cristiani d' oriente.
La resa incondizionata della sinistra storica al capitalismo
con la conseguente priorità agli interessi confindustriali nazionali
e agli interessi NATO nel mondo
ha portato alla legittimazione crescente
dei regimi nazi-fascisti
(tagli contro l' assistenza ai disabili nelle scuole,
tagli alle pensioni di invalidità,
tagli alla scuola e sanità pubblica,
come alla cultura, sono esemplari) che ha per espressioni chiave
la comprensione di Violante per le "ragioni dei ragazzi di Salò "
e lo sdoganamento di Fini
come possibile alleato, da parte di Dalema.
L' aumento della violenza omofoba e xenofoba
(contro rom e immigrati ma non solo)
è una conseguenza evidente di questo disegno
che serve a coprire gli interessi della borghesia capitalista
bianca e cattolica, nazionale ed "occidentale".
Ritengo allora che lotta di classe e lotta per i diritti lgbtqi
non siano affatto estranei e antitetici
ma siano intimamente connessi
tanto piť che tra i problemi più gravi
che si prospettano alle persone lgbtqi
vi sono quello della occupazione
e del mantenimento di essa contro lo stigma sociale
soprattutto per quelle persone lgbtqi che non siano
di estrazione sociale alto-borghese.
Occorre allora, a mio avviso, una offensiva culturale e politica
portata avanti dai vari soggetti vittime di questo disegno capitalista
(proletariato e classe operaia, persone lgbtqi,
comunità Rom, Sinti ed ebraiche,
comunità immigrate,
nell' ordine che si sente più vicino)
contro questa operazione catto-fascista e capitalista.
Una offensiva che per essere efficace
deve essere portata avanti in modo collegiale.

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