Psichiatria - arma di repressione

La psichiatria resta in Italia una arma di repressione,
legata sostanzialmente alla appartenenza di classe e politica.
Da Lombroso ad oggi lo spirito non è cambiato
e le tesi del dottor Basaglia per la chiusura dei lager psichiatrici
sono state accuratamente ignorate,
a dispetto della legge che porta il suo nome.
Nei lager psichiatrici, dove le persone vengono imbottite di farmaci,
perché si distraggano dalla propria esistenza,
dalla propria identità e dal pretendere il rispetto dei propri diritti,
finiscono esseri umani che non si sono potuti permettere una casa,
che sono rimasti senza lavoro e assistenza,
che non hanno i mezzi economici per vivere e difendersi.
I problemi mentali sorgono con emarginazione, violenza sociale,
mobbing, reclusione coatta in quei lager psichiatrici
che a volte sono diretti da personale che ha tutto l interesse,
a che i prigionieri non escano mai più dal lager.
Succede anche che chi sfutta questi lager si definisca basagliano/a
perché tra una somministrazione e l' altra di farmaci
che provocano fino a 12 ore di sonno,
sottopone i prigionieri e le prigioniere ad attività creative.
Invece di "panem et circenses" impongono "venenum et circenses" .
L' obiettivo da raggiungere con il veleno
è la permanenza a vita dei prigionieri nel lager
e con essa la massima continuità nello incasso della retta statale,
e quello da raggiungere con le attività ricreative,
à il riconoscimento di struttura di qualità
che promette una migliore carriera di sfruttamento e
un più solido legame con la ASL di riferimento.
Tra le persone che finiscono nei lager psichiatrici quindi
vi sono proletari e proletarie senza mezzi economici per abitare,
ed anche persone immigrate con gli stessi problemi dei prigionieri italiani,
ovvero con mancanza di denaro necessario ad una casa.
La povertà è quindi trattata come una malattia sociale,
che si sviluppa però non per cause oggettive e sociali,
ma per incompatibilità del soggetto con il sistema capitalista.
La vittima del sistema capitalista non deve riuscire a protestare e lottare,
ma deve essere portata alla alienazione totale
attraverso dosi massicce di psicofarmaci che ne impediscano la coscienza.
Nel caso delle persone immigrate alla punizione per la libertà
si aggiunge più spesso la punizione per la difesa dei propri diritti.
È noto che nei CIE le persone recluse
che protestano contro i trattamenti disumani
siano sottoposte a pestaggi e maltrattamenti,
a torture e stupri, e a dosi massicce di psicofarmaci.
Ma la somministrazione alle persone immigrate di psicofarmaci
non si limita ai CIE, continua contro le singole persone
che si trovano ad avere a che fare con associazioni, coop e ditte
che campano di sfuttamento delle persone migranti,
e che sono legate strettamente alla politica imperialista e coloniale del paese.
Rivelare che le "missioni di pace" e di "restaurazione della speranza",
o "instaurazione della democrazia" non sono altro che missioni coloniali,
è per la propaganda di regime un pericolo inaccettabile.
Così somali, iracheni, afghani, siriani, e tanti altri
vittime di quelle missioni e alla disperata ricerca di pace e lavoro
vengono trattati come pericolosi nemici e perseguitati in Italia.
Mentre le frontiere africane e asiatiche possono essere sempre violate,
e vengono sempre violate con la bandiera della NATO e dell' ONU,
le frontiere dell' Italia e dell' Europa
vengono difese contro i migranti in fuga
favorendo i naufragi, ponendo reti di filo spinato,
e costruendo lager nei luoghi di arrivo dei migranti.
Chi riesce a sfuggire alla prigionia collettiva nei lager CIE,
rischia comunque la prigionia individuale,
e a volte più pericolosa,
in altri lager ancor meno visibili e noti.
La somministrazione di dosi massicce di psicofarmaci
non è senza conseguenze sulla salute :
oltre alla sonnolenza forzata arriva prima o poi il diabete
e, senza alcun controllo, la morte nello stesso lager
o in uno ospedale.
I padri e le madri delle leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini
hanno una pesantissima responsabilità
morale e politica nelle stragi che si commettono in mare
e in quelle meno evidenti che si commettono a terra.
Quei padri e quelle madri regnano oggi in Parlamento,
siano essi appartenenti al PD e ai suoi satelliti, o alla galassia PDL
e continuano a spartirsi i proventi dello sfruttamento dei migranti
e di tutte le altre vittime del capitalismo.

Marco Sbandi - 20 dicembre 2013

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