3 ottobre 2013 Strage di stato nel Mediterraneo

Una carretta del mare si ribalta
provocando la morte per annegamento
di diverse centinaia di persone

Mentre ancora si contano le vittime della strage di stato,
i ministri si affannano a parlare di migliore difesa delle frontiere,
come se i morti di oggi non bastassero,
come se quelle persone annegate fossero degli assalitori armati.
" Difendere le frontiere " ecco il criminale ritornello
dei parlamentari italiani e del governo delle larghe intese.
Allontanare i morti dalle coste europee per non vederli,
magari lasciarli annegare al largo delle coste africane,
o a morire di tortura negli stati pagati per fare da boia.
I parlamentari italiani cercano di far passare il messaggio
che sia tutta colpa dell' Europa,
ma le politiche italiane verso le persone immigrate
non solo sono sempre state in linea con quelle europee,
ma hanno copiato il peggio in accoglienza e negato l’asilo.
Quelle centinaia di persone morte annegate
oltre ad essere vittime degli scafisti
sono vittime delle politiche coloniali in Africa,
dalla invasione della Eritrea, Etiopia e Somalia,
alla invasione della Libia ed ai massacri compiuti in quei paesi.
Ancora oggi volti africani muoiono per l' eredità criminale
della politica liberale e fascista in Africa e in Italia meridionale.
Allora furono gas nervini, razzie, deportazioni, fame e miseria,
oggi ancora sono sbarchi coloniali (" Restore hope " ) e destabilizzazione.
La legge Bossi-Fini è la logica continuazione della legge Turco-Napolitano,
ma i parlamentari pdl e pd fanno finta di non saperlo,
e Napolitano, oggi presidente della repubblica, finge di non sapere
che la legge da lui firmata fu la prima che criminalizzava l' immigrazione
e creava i lager CIE, dove persone che non hanno commesso alcun reato
vengono trattate peggio dei criminali condannati per più reati.
La " colpa " dei migranti è la volontà di non soccombere alla miseria,
è la volontà di rifarsi una vita, di continuare ad esistere altrove,
perché nel loro paese l' oppressione coloniale ha reso la vita impossibile.
Per giungere sulle rive dei devastatori coloniali
queste persone sono costrette a pagare prezzi altissimi in denaro e non solo.
Peggio degli schiavi, devono pagare per la loro deportazione,
ed anche per la loro schiavitù sul territorio italiano ed europeo.
Generazioni di africani pagano per la migrazione di una generazione,
e quando il viaggio finisce male l' investimento viene bruciato
ed ulteriore miseria si abbatte sulle generazioni successive.
E lo stesso avviene per i migranti di altri continenti.
Ma l' imperativo è quello di " difendere le frontiere "
in una guerra sporca degli sfruttatori contro gli sfruttati,
degli stati e dei governi contro aspiranti cittadini e cittadine.
L' imperativo per i parlamentari italiani è
che queste persone muoiano altrove, lontano dalle telecamere,
lontano dalle contrade europee,
in modo che la responsabilità delle loro morti sia attribuita ad altri.
" Vergogna " ha detto qualcuno ma senza indicare di chi,
restando ancora una volta nel retorico populismo,
mentre le responsabilità sono facilmente indentificabili,
mentre si continua a benedire il colonialismo bianco e cristiano.
I governi " caporali " del nordafrica stentano a sostenere
l' ingrato compito di cecchini ed ascari in terra d'Africa.
Le ondate migratorie, a dispetto delle leggi liberticide e assassine,
non si fermano perchè il colonialismo continua ad affamare feroce.
Una ennesima strage di stato è stata compiuta nel canale di Sicilia,
contro " nemici " disarmati e costretti a pagare per essere uccisi.
Una ennesima strage di stato trasmessa in tv più per monito a chi parte
che per solidarietà verso chi arriva e non certo per il dolore del lutto.
La dichiarazione del " lutto nazionale " è una cinica farsa,
un chiedere il silenzio su una strage che merita l' urlo dello strazio e della denuncia.
L' Italia come l' Europa è in piena involuzione civile,
e la difesa delle frontiere contro le persone immigrate
è resa più cinica dalla storia di migrazione dall' Italia
verso l'europa e il mondo.
" Proteggere le frontiere " serve in realtà a trasformare l' accesso in una roulette russa,
in una lotteria in cui si rischia la vita di intere generazioni.
La protezione delle frontiere è in realtà un setaccio
per selezionare i nuovi schiavi e le nuove serve,
e gettare in mare gli scartati e le scartate.
Ancora una strage di stato, e ancora una censura di stato,
una auto-assoluzione di stato per una strage immane.

Marco Sbandi - 3 ottobre 2013

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