Trasporti, rifiuti e affari fiat

La Fincantieri, azienda pubblica al 46%, che produce navi
sta chiudendo quasi tutti i cantieri navali d' Italia
concentrando la produzione a Monfalcone (Friuli Venezia Giulia),
il cantiere più lontano dal porto di Gioia Tauro
che risulta invece essere il primo d' Italia
e il secondo del Mediterraneo dopo Barcellona
per traffico di navi porta-container,
che in maggioranza entrano nel Mediterraneo dal Mar Rosso
provenienti dall' estremo oriente e dal sud est asiatico
(dopo la parentesi della guerra del Golfo ).
Quindi mentre il primo porto italiano è Gioia Tauro
stanno chiudendo i cantieri di Palermo, Castellammare di Stabia (Na),
Riva Trigoso (Genova) e Ancona,
e viene ridotto il personale a Genova e Venezia.
Quindi una nave costruita a Monfalcone
deve percorrere a vuoto il mare Adriatico e lo Ionio
per poter essere caricata con merci arrivate a Gioia Tauro
dai porti dell' estremo oriente.
Intanto anche la Tirrenia, che gestice i traghetti di linea
tra le isole maggiori e minori e i grandi porti
sta per chiudere abbandonando il trasporto di merci
su scala intermedia, da Gioia Tauro agli altri porti italiani.
Allo stesso tempo non viene incrementato il trasporto su ferrovia
né dei passeggeri, né delle merci
favorendo il trasporto su gomma
e la necessità di costruire nuove strade
ma soprattutto nuovi camion e furgoni.
Vale la pena di ricordare che anche il trasporto pubblico urbano
sta subendo pesanti tagli così come
è stata mandata in fallimento l' Alitalia .
La FIAT, quando non riceve i finanziamenti pubblici
non riesce a vendere auto in Italia
ma riesce a riempire l' Italia meridionale di rifiuti
speculando fuori legge sull' intero ciclo
come dimostrano le indagini della magistratura a carico della Impregilo, controllata FIat,
che ha avuto appalti miliardari per la gestione dei rifiuti in campania.
Ecco quindi gli ultimi omaggi del potere politico alla FIAT :
- abbandono della politica di trasporto pubblico su nave, treno, aereo, autobus
- abbandono della produzione stessa di mezzi alternativi al mezzo pubblico privato
- sostegno alla fuga della FIAT auto dall 'Italia
- e appoggio al piano di dismissione delle fabbriche a carico dei lavoratori.
Nonostante tutto ciò possa essere facilmente noto ai sindacati
i leader di Cisl e UIL , come quelli del PD,
hanno sostenuto il si al referendum ricatto della FIAT
contro i lavoratori di Torino e Pomigliano d' Arco
e prima di Termini Imerese e Melfi.
Ecco il piano FIAT per il mezzogiorno :
- rifiuti da accumulare in discariche fuori norma,
- rifiuti da nascondere sotto le autostrade e le strade
al di sopra delle quali potranno passare quei pochi mezzi FIAT che si vendono.
Invece di pregare Marchionne di restare in Italia
bisogna pretendere il blocco dei fondi FIAT in Italia ed Europa
come indennizzo per i lavoratori e le lavoratrici delle fabbriche
ma anche come indennizzo per le popolazioni avvelenate
dalla gestione scellerata e criminale del ciclo dei rifiuti,
e impoverite dalla impossibilità di continuare attività agricole
di pastorizia e di pesca (visto lo sversamento di percolato in mare )

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